GRANDE FESTA PER IL "PORCO LETTERARIO" AD AQUILONIA

martedì 9 febbraio 2010


il caciocavallo podolicola pancetta alle bacche di ginepro e pepei commensaliil gastronauta spiega il caciocavallogli gnocchi avellinesila carne di maiale con le papacellebuon appetitosilenzio ...il gastronauta e la carne di maialeil taglio delle bistecche
Voglio con la presente ringraziare tutti quelli che hanno partecipato domenica 7 febbraio 2010 alla prima edizione del Porco letterario. E’ stata veramente una fantastica giornata, scandita dalla voglia di stare insieme e condividere valori importanti quale l’amicizia ed il rispetto, oltre ovviamente il piacere di una “tavolata” ben assortita di amici provenienti dalla Campania e dalla Puglia, abbiamo avuto il piacere di avere quale commensale anche una graziosissima hostess in procinto di raggiungere Parigi dove lavora. La giornata era fredda, ma il vento secco di tramontana tonificava le membra e il cielo grigio non raramente veniva illuminato da un pallido sole invernale, non ha piovuto e non ha nevicato. La giornata è iniziata con la visita guidata al Museo Etnografico “Città della Memoria” voluto dal compianto Beneamino Tartaglia a cui va da parte mia un amichevole pensiero, una visita guidata nello spaccato di una terra contadina per eccellenza, credo che nessun posto d’Irpinia renda l’idea della vocazione contadina di questa terra come il Museo di Aquilonia. A fine visita i partecipanti si sono recati alla fattoria “Il Somarello” in contrada Fontana Nocelle, qui io, Agostino Della Gatta e mio fratello Giuseppe, fin dal primo mattino eravamo impegnati a preparare le pietanze che poi sarebbero state degustate. Il camino acceso, la tavola imbandita, la damigiana di Aglianico di Taurasi facevano bella mostra nell’accogliere la comitiva. Il tempo di accomodarci e si cominciava a servire l’antipasto, dalla “stanza dei tesori”, Giuseppe delicatamente prelevava una pancetta arrotolata di maiale di cinta senese arricchita da bacche di ginepro e pepe. Al taglio il profumo era fruttato e lieve, il sapore indescrivibile. Nel frattempo io provvedevo ad aprire un caciocavallo di vacca podolica stagionato in grotta per un anno, il profumo intenso e il sapore forte di stagionatura invadeva il palato. Il vino Aglianico di Taurasi separava ed esaltava i sapori contrastanti. Mentre io spiegavo la provenienza della pancetta e del caciocavallo, mio fratello Giuseppe provvedeva a calare la pasta, gnocchi avellinesi fatti a mano, fatti cuocere in abbondante acqua fatta bollire sulla cucina “economica” alimentata a legna. Nel frattempo Agostino provvedeva a separare le cotiche imbottite dalle tracchie e dai cotechini che avevano come tesori arricchito la salsa per condire gli gnocchi. 6 chili di gnocchi visti e non visti. La salsa era in cottura dalle 7 del mattino, borbottando continuamente. Il peperoncino girava per il tavolo ad arricchire il gusto della pasta. Un applauso ci è stato rivolto alla fine della degustazione. Si è poi passati a servire la cotica imbottita farcita con pinoli ed uva passa, le tracchie al sugo e i cotechini . Nel frattempo un divertente intermezzo rallegrava ulteriormente gli animi, la porta socchiusa veniva aperta con una spinta e a sorpresa si stagliava nello spazio la testa simpatica di “Rosinella”, un asina alla quale si affiancava quella di “Caterina”, l altra asina, che aspettavano che Giuseppe desse loro qualcosa da sgranocchiare. Tutti a fotografare questa bellissima ed inconsueta scena. A questo punto si è deciso di fare una passeggiata nella masseria. Siamo entrati nel bosco di querce ed abbiamo fatto una bella passeggiata, ho fatto notare agli amici che il terreno era cosparso di bellissimi fiori viola, ho detto loro che quelli erano i fiori da cui si ottiene lo “zafferano”. La passeggiata è proseguita fino a delle costruzioni di pietra dirute, probabilmente abitate in tempi remotissimi dai nostri antenati. Dopo la passeggiata il rientro in casa e sotto a lavorare di mascelle. La carne di maiale con le papacelle. Il soffritto fatto con le interiora, (la trachea, il polmone, il cuore e la lingua) e poi sula brace del camino abbiamo arrostito delle squisitissime salsicce e della divina carne alla brace. Nel frattempo, l’amico Enzo Tenore aveva provveduto a far si che ognuno si presentasse con nome, cognome e professione. Intanto nell’olio bollente venivano calate le “Tomacelle”, piatto tipico teorese. In seguito abbiamo degustato l’ottimo sanguinaccio, la frutta e la divina grappa di Agostino. Quando i partecipanti sono andati via, a fine serata, ho provveduto a fornire loro le salsicce rimaste non cotte e la carne in modo che anche nei prossimi giorni si potessero rallegrare degustando qualcosa che li portasse con la mente alla bella giornata trascorsa in questo lembo d’Irpinia. Grazie a tutti coloro che hanno fatto si che tutto ciò avvenisse. Vi aspetto alla prossima occasione, in Maggio organizzeremo una giornata dedicata alla cicoria. Buona vita a voi tutti.
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